Web, social, potere e controllo: non svendiamo anche il Dna

La distorsione dell’essere umano ed il malato/deviato tentativo di esercitare il controllo sui suoi simili esiste da sempre. I libri di storia sui banchi di scuola hanno evidenziato generazione dopo generazione che il filo conduttore è sempre stato il conflitto, la guerra. E le ragioni economiche sono sempre state legate al controllo sulle masse. Controllo=Potere. E oggi il controllo avviene in maniera meno invasiva rispetto al passato. Abbiamo ceduto consapevolmente le nostre identità, i nostri gusti, le nostre idee, ai controllori. Lo abbiamo fatto gratuitamente, spuntando la casella “acconsento” quando ci siamo iscritti. Ma davvero credevate che i colossi dei social, del web, delle app, avessero il potere di evitare le pressioni dei Governi? Ingenui! Io in primis. Abbiamo regalato noi stessi in cambio di una forma di intrattenimento virtuale che ci spersonalizza, rendendoci meno umani. Siamo distratti e meno coscienti. Ci siamo svenduti per qualche like. Ci bombardano di messaggi pubblicitari in base ai nostri gusti, ci suggeriscono pagine in base ai nostri post o ai nostri like, hanno il potere di far cambiare idee politiche o sociali ai meno attenti (a quanto pare anche di far eleggere il presidente degli Stati Uniti d’America). E noi crediamo di essere liberi. Probabilmente è l’inganno del Secolo. Hanno la nostra mente e vogliono anche il nostro Dna: il microchip sottocutaneo è già realtà. I dipendenti della compagnia del Wisconsin Three Square Market, per fare acquisti, aprire la porta dell’ufficio, per timbrare il cartellino e accedere al proprio computer se lo sono fatti impiantare tra pollice e indice. Proveranno a insinuare nella testa di ognugno di noi che sarà necessario per tutelarci, che sarà una comodità, creeranno in noi l’esigenza di farcelo impiantare volontariamente (quando il solo scopo sarà aumentare il controllo). Non cediamo loro anche il nostro sangue. Restiamo umani.

(Immagini tratte dal Web)

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