“Vincere è l’unica cosa che conta”. A quanto pare anche per molti napoletani

Schizofrenia. Non riesco a trovare un solo altro termine adatto in riferimento a quanto accaduto ieri pomeriggio al San Paolo. A bocce ferme, il quadro è anche più chiaro: schizofrenia. E non va per niente bene. Il Napoli, sotto di un goal con il Chievo, stava per dire definitivamente addio al sogno Scudetto. I 45mila stavano diventando 40mila, poi 38mila, poi 35mila. Ancor prima che l’arbitro assegnasse i minuti di recupero, in tanti avevano iniziato ad abbandonare gli spalti (e la squadra!! Miseriaccia, la squadra!!!) non prima di aver riservato a De Laurentiis e ad Insigne qualche fischio e i soliti stucchevoli vaffa. Poi l’assist di Lorenzo per Milik, il goal e l’immediata riabilitazione del talento simbolo della napoletanità. Nel giro di una frazione di secondo, Insigne è tornato o’ nummero unoWa che assist, che per ca ten! Come Giano Bifronte, due volti. Tanti hanno cambiato idea facendosi condizionare, come sempre, dal risultato. Sub-cultura più sbagliata non può esistere. Gli stessi che criticano il motto “Vincere è l’unica cosa che conta” la pensano evidentemente allo stesso modo: contano solo i tre punti e non un anno in cui il Napoli sta gettando il cuore oltre l’ostacolo. Se non si vince, si abbandona lo stadio. Ma che roba è?! Al goal di Diawara, il delirio. La schizofrenia pura: baci e abbracci alla squadra, stop ai cori contro De Laurentiis. No, così non va bene. Non si può cambiare idea in 4 minuti. Il Napoli è lo stesso, la squadra è quella, Insigne è sempre lui, come De Laurentiis e Sarri. Questa schizofrenia fa male alla squadra. Se vincere è l’unica cosa che conta, restate a casa e aggiornate l’app con i risultati in tempo reale. Il Napoli non ha bisogno della vostra presenza.

(Immagini tratte dal Web)

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