De Laurentiis. “Ma pecchè ha parlat?”

Ecco qua. Ci risiamo. Pregiudizievoli come sempre. Quanti paraocchi, paraorecchie, paraculi. Piccoli (s)punti di riflessione quando parla O Presidè:

1)- Silenzio. Non parla. “Ma pecchè nun parla?“. Parla. “Ha sbagliato i tempi“.

2)- Inter-Juventus. Dopo la gara di San Siro è stato richiesto a gran voce un suo intervento. Ieri ha incontrato la carta stampata ed il canale social del club, oggi a Radio Kiss Kiss Napoli ha detto che “Il campionato è falsato da anni” e che “con la corretta applicazione del Var il Napoli avrebbe punti in più“. Cosa che, mi sembra, stiano dicendo un bel po’ di persone da sabato sera (soprattutto i complottisti). Insomma, ha parlato ed è andato giù duro. Risultato? “Ma pecchè ha parlat?!”.

3)- Sarri. “Quando lo scelsi mi fecero striscioni contro” (è un fatto, mi pare. O avete poca memoria?). “Lo vogliamo con noi” ha detto oggi. Salvo poi aggiungere qualcosa di ovvio: se andrà via perchè pagano la clausola, ha contattato Conte e Ancelotti ma anche altri (a chi sorride vorrei ricordare che Benitez – che aveva appena appena vinto l’Europa League col Chelsea – fu preso quando nessuno se lo aspettava). Insomma, speriamo che Sarri resti. Lo spera lui in primis. Ma state certi che il Napoli non resterà senza allenatore. Risultato? “Ma pecchè ha parlat?”.

4) – Rosa. “Ma pecchè cu o Benevent nun fa riposà a Callejon?” o anche “Ma pecchè cu o Verona nun mette a Tonelli” e giù di li. La critica ha stilato tabelle sullo scarso minutaggio di Rog, Diawara, Ounas, Tonelli. Poi lo dice lui. “Giocano sempre gli stessi“. E non va bene. Risultato? “Ma pecchè ha parlat?”.

5)- Mercato. E’ la questione più spinosa. De Laurentiis è stato chiaro, ha ancora una volta definito la forza economica del club, ha dimensionato l’attuale realtà, l’ha collocata nel mondo reale. “Non possiamo permetterci i big“. E’ probabilmente il fatto più doloroso per tutti. Ma è così. SVEGLIA. E’ COSI. Prima lo accettate, prima vivrete meglio. Napoli a gennaio non è stato un punto d’arrivo neanche per Verdi. VERDI. Che con Politano era l’unico nome reale fatto da Sarri. De Laurentiis era a Milano con Chiavelli, contratti in mano. Verdi ha cambiato idea. “Ringrazio ma preferisco privilegiare il progetto di crescita“. Tradotto, a Bologna gioco. A Napoli non lo so. Politano? 30 milioni sul piatto, gioco delle tre carte del Sassuolo e nisba. Furia popolare perchè “la Juventus si è messa in mezzo!“. Ma le ricordate le cose o no? Allo stato, anche un pargolo eschimese capirebbe che è molto difficile ipotizzare riserve da 4,5mln di euro di ingaggio. Tanto… “Ma pecchè ha parlat?“.

(Immagini tratte dal Web)

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