Hanno entrambi ragione. Non metteteli contro

Dicotomie. Le creiamo sempre, talvolta sbagliando. “Ha ragione lui o l’altro”? Oppure, sondaggio: “Tu da che parte stai”? Purtroppo questo modo di semplificare la realtà e di ridurla a due poli opposti crea nella testa delle persone una vera e propria dicotomia. E non è così. Non esiste in questo caso nero o bianco, Nord o Sud, destra o sinistra. Esistono due persone che hanno il diritto di dire la propria e di non essere necessariamente in contrasto. Anzi, hanno ragione entrambi ma su binari paralleli: se le intenzioni non si incroceranno non sarà colpa di nessuno e sarà inutile trovare un capro espiatorio. Il tema è uno e unico: come migliorare questa squadra? Per Sarri la ricetta è presto fatta: trattenere i suoi “titolarissimi” e aggiungere ricambi all’altezza (o quasi) dei titolari. E’ legittimo, sacrosanto e condivisibile. Se si vuole andare oltre, bisogna rinforzare la rosa. La domanda successiva è: come poterlo fare? La risposta sembra semplice: investendo. Ma il Napoli (e qui passiamo a De Laurentiis) è un club che, non avendo alle spalle una multinazionale, è costretto ad autofinanziarsi. Deve vendere e reinvestire. La storia dice esattamente questo: Lavezzi prima, Cavani poi, infine Higuain. Il Napoli come lo conosciamo oggi è figlio di cessioni dolorose, piaccia o meno. Facciamoci qualche domanda se sceicchi o cinesi si fermano alle Alpi, al massimo a Milano. Qui lo snodo: se bisogna cedere, viene meno una delle condizioni di Sarri per restare alla guida della sua creatura. Mettiamo che De Laurentiis non ceda nessuno per accontentare il suo allenatore. “Non possiamo permetterci i top player” ha detto nella sua ultima intervista il presidente del Napoli. “Tra Neymar e Ounas ci sarà una via di mezzo” rispondono legittimamente i tifosi. E infatti Simone Verdi o Politano (unici due nomi fatti da Sarri per il mercato di gennaio) si collocano nel mezzo. Ma qui si apre un nuovo scenario: nessuno vuole finire in panchina. Nessuno. Tutti vogliono essere protagonisti (suggerirei invece un bagno d’umiltà se non siete Van Basten o Maradona). Verdi era stato accontentato sulle richieste economiche ma era impossibile garantirgli continuità. Da qui il suo dietrofront dell’ultimo secondo (con De Laurentiis e Chiavelli a Milano, contratti alla mano e pronti a firma e tweet). “Bisognava avere pronta l’altervantiva“. Infatti: Politano. Non ho inventato io le storie venute fuori sulle interferenze della Juventus o sul gioco al rialzo del Sassuolo. Ma i nomi erano questi due, stop. Ecco perchè hanno ragione entrambi: Sarri, dopo il meraviglioso lavoro sulla panchina del Napoli, ha il sacrosanto diritti di voler fare l’ultimo scatto in avanti. Dal canto suo, De Laurentiis non può garantire forti investimenti se non a fronte di una o due cessioni. Anche per questo motivo il discorso dell’ingaggio di Sarri passa in secondo piano. Sarà a loro e solo a loro due decidere, sperando che i binari possano incrociarsi. Ma non metteteli contro e non cascate nei tranelli di chi vi vuole far credere che esiste il buono ed il cattivo.

(Immagini tratte dal Web)

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